Bitcoin: che ne sarà della criptovaluta nel 2018?

Il valore del Bitcoin passa da 20mila dollari a poco più di 11 mila

Purtroppo è di appena pochi giorni fa la notizia del peggior crollo delle quotazioni della valuta digitale sin dal 2013. In appena cinque giorni si è registrato nei principali mercati di scambio un -40%, mentre il valore in dollari della criptomoneta è passato da 20mila $ a poco più di 11mila $.

Difficile tentare di trovare una motivazione data per valida all’unanimità per questo crollo record, mentre si diffondono le voci più diverse. Dall’attacco hacker nordcoreano alle conseguenze delle nuove ipotesi di regolamentazione, i rumors si sono moltiplicati senza che uno in particolare sia emerso come una vera e propria causa scatenante. Resta però l’inversione di marcia, che a molti non è apparsa come un fatto estemporaneo; tanto che una discesa è stata accusata anche dalle altre valute digitali. L’Ethereum è crollato del 24%, mentre il Bitcoin Cash (nato per diventare una vera e propria valuta di scambio nei circuiti commerciali) ha toccato il -32%.
Cosa accadrà nei prossimi mesi

Se la chiusura di fine anno delle valute digitali è stata caratterizzata per un inaspettato stop, quello che accadrà nel prossimo futuro resta tra i temi più dibattuti dagli esperti di settore. Purtroppo, manca uniformità di sentiment anche tra chi fa delle previsioni di mercato il proprio mestiere.

Se c’è chi lega il futuro valore del Bitcoin alla possibilità di utilizzarlo nella vita di tutti i giorni, alcuni analisti intervistati di recente alla CNBC hanno preconizzato quotazioni che scivolano ad appena 5mila dollari o che raggiungono vette surrealiste (fino a 40mila o addirittura 100mila dollari). Mentre per Morgan Stanley il valore potrebbe essere addirittura zero, perché una moneta che non esiste (intangibile, invisibile, indefinibile) non può avere valore diverso dal nulla.

L’unica previsione certa sul Bitcoin per il 2018

Stante la situazione appena descritta, una cosa appare chiara: anche nel 2018 la criptovaluta per antonomasia continuerà ad essere caratterizzata da una fortissima volatilità. Una caratteristica che difficilmente può essere amministrata in modo professionale così come avviene nel mercato regolamentato, perché di fatto mancano strumenti affidabili per la gestione del rischio. Cosa che rende tutta la situazione molto più vicina al gioco d’azzardo che ad un settore d’investimento. Può apparire scontato, ma nessuno può razionalmente prevedere se al 31/12 del prossimo anno il valore del Bitcoin sarà dimezzato, raddoppiato o decuplicato. Ed anzi, nessuno può garantire che il Bitcoin esista ancora, almeno per come lo conosciamo oggi. In questo senso, le ultime settimane sono state caratterizzate per il forte interessamento degli operatori istituzionali e governativi. Si è parlato in tutto il mondo di regolamentazione, di inquadramento normativo e di adeguamento agli obblighi fiscali. Tutti elementi che potrebbero comunque risultare determinanti per la sorte della criptomoneta.

S. Calicchio